I comunisti hanno vinto le elezioni.
Attenzione: non la sinistra, ma i comunisti.
Già manovrano da tempo il potere Giudiziario (quanti simpatizzanti, se non iscritti, hanno i partiti di estrema sinistra tra la magistratura? Perché ai Militari non è giustamente permesso di schierarsi in politica mentre esercitano le proprie funzioni o essere iscritti ad associazioni sindacali mentre ai magistrati sì?), ora si sono impossessati anche non solo di quello Legislativo ed Esecutivo ma anche della poltrona che dovrebbe fare da garante alla vita politica del Paese.
E il primo atto ufficiale? Liberare di galera il loro braccio armato!
Come è potuto succedere?
Perché nel resto del pianeta, popoli che hanno subito per anni il giogo del comunismo se ne sono disfatti o cercano di disfarsene mentre in Italia lo rifondiamo?
Ammesso che queste istituzioni siano ancora libere e che il meccanismo elettorale funzioni nel rispetto della legge, come può il Popolo Italiano fidarsi di questa gente?
Come si può credere a chi da sempre ripete lo stesso demagogico ritornello di lavoro e giustizia sociale, pace, ambiente, libertà, senza mai scendere sul piano concreto a soluzioni reali?
Lavoro e giustizia sociale. Negli ultimi anni i sindacati (figli del partito comunista) non hanno tutelato i lavoratori (disoccupazione e perdita di potere di acquisto dei salari), non hanno tutelato la produzione (crisi della produzione industriale) e, nello stesso tempo, i sindacalisti si sono ingrassati ed hanno fatto carriera in politica, alle spalle dei lavoratori che si lasciano abbindolare da chi sa solo accusare i “padroni” e riempirsi la bocca di slogan ad effetto.
Quando, insieme all’industria, nacquero i sindacati, il loro impegno nell’evitare gli abusi e gli sfruttamenti fu sacrosanto. Ma oggi il sindacato dovrebbe essere il tramite tra industria e lavoratore. Dovrebbe garantire al lavoratore un trattamento equo e dovrebbe garantire all’industria il lavoro. Ma mentre chi produce 8 anziché 10 (e non certo in condizioni di schiavitù) viene immeritatamente tenuto sul posto di lavoro, chi produce 10 è costretto a dividere il suo salario con lui o, peggio, un altro che lavorerebbe onestamente si ritrova disoccupato.
Quello che vorrei vedere è un sindacato che promuova l’armonia tra gli attori della produzione. Un organo che garantisca salari equi, in sintonia con il costo della vita, e trattamento dignitoso alla forza lavoro e, dall’altra parte, garantisca alle imprese una forza lavoro onesta, produttiva, consapevole, fiera del suo ruolo e compartecipe degli obiettivi aziendali, punendo, nel contempo, chi di questa armonia abusa.
Ma questo non è nella dottrina comunista che, da sempre, anziché combattere la povertà, è impegnata a combattere la ricchezza.
Pace. E’ bello avere la pace. E’ comodo avere la pace. E’ economico avere la pace. E’ salubre avere la pace. E’ giusto cercare la pace.
Ma la guerra esiste, c’è, e a volte ci tocca e dobbiamo scendere in campo e combatterla. Possono esserci interessi di politica estera, economici o anche per conservare uno stato di benessere per noi stessi.
Non facciamoci stregare dalla assurda violenza del pacifismo ad oltranza. Non cediamo ad un mondo che vuole essere multinazionale, multietnico, multirazziale, multisessuale, multiqualcosa, multitutto. Questo ci annullerebbe tutti come identità singole.
Solo se siamo consapevoli ed orgogliosi di quello che siamo, della nostra identità nazionale, della nostra identità etnica, religiosa e razziale, e anche sessuale, potremo costruire una convivenza con chi è diverso. Diversamente nulla di nostro sopravvivrà.
Chi non lo capisce è un povero ignorante che non conosce la natura dell’uomo e si rifiuta di aprire gli occhi alla realtà di questo mondo.
Quello che vorrei vedere sono degli Italiani orgogliosi di esserlo, forti, rispettosi degli altri ma né succubi, né venduti e neanche aperti ad ogni costo a ciò che li potrebbe danneggiare solo perché opporsi non sarebbe politically correct. Vorrei vedere la Bandiera Italiana sui simboli dei partiti che ci governano e nelle manifestazioni nazionali e non stracci rossi o multicolore (multi…) o verdure di vario genere…
Ma questo non è nella dottrina comunista che, da sempre, anziché tutelare e promuovere l’Italia e gli Italiani, è impegnata a tutelare e promuovere gli altri, i multi….
Ambiente. Il giorno che gli ambientalisti di sinistra faranno parlare dei problemi dell’ambiente un ingegnere e non una folla di ignoranti isterici o quella checca furiosa, inizierò ad ascoltarli.
Quello che vorrei vedere è la gente che rispetta il mondo in cui viviamo come rispetta se stessa ed elegga un governo che promuova questo al di fuori degli interessi economici di chi veramente regge i fili del pianeta. Vorrei non sentire più le cazzate sulle targhe alterne o le tasse sui SUV ma sentire che con il petrolio ci si può fare qualcosa di più utile che dargli fuoco.
Non ci crederete ma neanche questo è nella dottrina comunista che, da sempre, anziché tutelare l’ambiente e promuovere il progresso sostenibile, è impegnata ad appoggiare (e spesso solo a parole) solo quelle battaglie che gli portano voti, facendo ampio sfoggio di ignoranza e sete di potere e con buona pace di ciò che servirebbe realmente al benessere del pianeta.
Libertà. Beh... ma questo non è nella dottrina comunista.
Purtroppo siete più forti voi, che sminuite voi stessi diventando sempre più multiqualcosa, che nascondete dietro uno straccio rosso il fatto di non avere una bandiera vera, che non vi frega niente se migliaia di Italiani che lavorano sono senza tetto perché è più importante rendere confortevoli i centri di accoglienza per clandestini o dare case a coppie di omosessuali, che volete mangiare di più lavorando di meno, che criminalizzate una svastica e considerate simbolo di libertà la falce e il martello, che cacciate i fumatori e costruite stanze per i tossicodipendenti, che liberate Bompressi e non parlate di Ciavardini, che violate la legge forzando i cordoni della polizia per poi invocarla dopo che le avete prese (ignoranti, pieni di controsensi e conigli), che pensate che se c’è la guerra è colpa dei militari (se ci sono le malattie è colpa dei medici?)… e devo andare avanti?